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Scuola nuova, quante emozioni!

Scuola nuova, quante emozioni! 8 settembre 2017

Il passaggio all’educazione primaria è delicato: è importante che i genitori trasmettano sicurezza e aiutino il bambino a responsabilizzarsi, come succederà anche quando saranno più grandi.

A giugno remigini, a settembre primini!
 
Il debutto alla scuola primaria è un momento importante per i bambini, al pari del primo giorno di asilo: è un passaggio delicato che non tutti vivono con le stesse emozioni e allo stesso modo. Vediamo perché.
 
Innanzitutto questo passaggio coincide con il completamento di un processo di crescita che prevede l’acquisizione di regole sociali e di abilità personali. Poi perché si passa da un mondo prevalentemente incentrato sul gioco a una realtà più strutturata, ricca di attività e nuovi stimoli cognitivi, benché alla scuola elementare il gioco resti ancora un momento predominante (in una rassicurante continuità con l’asilo!).
 
Ma mio figlio sarà pronto ad affrontare questa nuova realtà?
Si chiedono molti genitori, anch’essi, e forse anche più dei figli, spaventati per il gran salto che li aspetta. Se vogliamo parlare in “termini tecnici”, rispondiamodi sì, perché il bambino intorno ai 5/6 anni raggiunge di norma un sufficiente livello di autonomia, sa controllare le sue azioni più istintive, diventa consapevole di se stesso e degli altri, ha sulle spalle un buon bagaglio di competenze e comincia a vivere il desiderio di acquisirne di nuove.
Ciò non significa, però, che il passaggio avvenga contemporaneamente e a allo stesso modo per tutti i bambini: ed è proprio qui che entriamo in gioco noi come genitori!
È fondamentale infatti che si rispettino i tempi di ciascuno senza cadere in facili paragoni con altri bambini. Ed è importante anche che i genitori si sentano davvero coinvolti in questa fase, dando il buon esempio e aiutando il bambino a responsabilizzarsi: rispetto degli orari e delle regole, cura del proprio materiale scolastico sono i primi compiti richiesti.
 
E quando invece si tratta di passaggio alla scuola secondaria? Il discorso si complica, perché il tempo spesso coincide con l’ingresso alla fase adolescenziale, per cui l’equilibrio precario si gioca fra autonomia e responsabilità, in una spinta in avanti ricca di dubbi e incertezze.
 
 
 
di Silvia Donini*
psicologa psicoterapeuta esperta in dinamiche familiari

 

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