Progetto italiano contro la carenza di iodio in pediatria

Progetto italiano contro la carenza di iodio in pediatria 10 ottobre 2014

PAM e Panorama a fianco della SIEDP

 La carenza di iodio può provocare gravi deficit cognitivi e psicomotori. Numerosi studi scientifici hanno infatti dimostrato che un’assunzione insufficiente di questa preziosa sostanza da parte delle donne in gravidanza, dei neonati e dei soggetti in età evolutiva può indurre nei bambini un deficit intellettivo. In Italia la carenza iodica è ancora molto diffusa, non solo nelle zone montane ma anche in quelle costiere.

 Per affrontare questo rilevante problema di ordine sociale la SIEDP, Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, ha deciso di promuovere la Campagna Sociale di Informazione e di Educazione alla Salute Infantile: Progetto Italiano Contro la Carenza di Iodio in Pediatria. Prevede l’organizzazione, dal mese di ottobre 2014 a quello di maggio 2015, di una serie di incontri educazionali in alcune scuole primarie e dell’infanzia delle città di Genova, Torino, Milano, Bologna, Pisa, Roma, Napoli, Bari, Potenza e Cagliari, ed un intenso programma di informazione della classe medica.

 Questa iniziativa si propone di sensibilizzare ed educare l’opinione pubblica sull’importanza di un consumo adeguato di iodio, fornendo indicazioni concrete e di uso quotidiano per correggere lo stile di vita alimentare e prevenire disturbi e patologie.


Il ciclo dello iodio

 

Lo iodio è un elemento diffuso nell’ambiente in diverse forme. È presente nelle rocce e nel suolo, per azione delle piogge e dell’erosione è trasportato nei mari e negli oceani. Lo iodio contenuto nell’acqua dei mari evapora nell’atmosfera e, con le piogge, ritorna sulla superficie terrestre. Lo iodio presente nel mare si accumula nelle alghe, nei pesci e nei crostacei, mentre quello presente nel terreno viene assorbito dalle piante. Lo iodio è necessario per il corretto funzionamento della tiroide, per cui una carenza di questo elemento può determinare una ridotta funzione della ghiandola tiroidea in tutte le fasi della vita: prenatale, alla nascita, nel lattante, nel bambino, nell’adolescente e nell’adulto. Lo iodio non viene prodotto nel nostro organismo, che dipende quindi completamente dall’apporto dietetico, ossia dalla assunzione dell’elemento attraverso gli alimenti. Il primo alimento a disposizione del neonato è il latte materno che contiene una quantità elevata di iodio, più del doppio del latte vaccino.

 

La prevenzione inizia a tavola

L’apporto di iodio giornaliero raccomandato per un adulto è di 150 mcg. In gravidanza, il fabbisogno aumenta a 250 mcg. Il periodo in cui il fabbisogno di iodio aumenta in maniera significativa è da 0 a 5 anni: mentre un neonato ha bisogno di 40 mcg, un bambino da 0 a 5 anni ne necessita 90 e tra i 6 e 12 anni 120. Per esempio un bicchiere di latte, un piatto di 100 g di pesce di mare come il merluzzo ed un’omelette di 2 uova, conditi con sale iodato, garantiscono il raggiungimento del fabbisogno quotidiano di iodio di un adulto. Per una futura mamma, però, servono in più integratori di iodio!

Per ulteriori informazioni visita il sito www.siedp.it o la pagina Facebook Iodio, tiroide e Bambini

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